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30
07
2021

Allenamento Funzionale, postura di base – Personal trainer Firenze

Personal trainer Firenze – Allenamento funzionale – alla base di un gesto motorio, se si vuole che quel gesto non risulti disfunzionale e non generi danni nel tempo, e soprattutto se si vuole utilizzare per migliorare la nostra condizione (atletica, sportiva, posturale o di benessere), ci deve essere un atteggiamento corporeo equilibrato, senza compensazioni, senza vizi o atteggiamenti posturali scorretti e dannosi. Per creare questo assetto fondamentale nel mio metodo si inizia da un esercizio apparentemente difficile da comprendere, forse non immediato nell’attuazione, ma che nel tempo farà concretamente la differenza.

Cosa trovate nel video e nell’articolo

Nel video è indicata passo per passo, una progressione di esercizi utili per arrivare ad ottenere la postura finita, continuando a leggere l’articolo invece capirete perchè è importante esercitarla e che benefici può dare per la salute ed il benessere del corpo, per chi soffre di dolori o mal di schiena e per gli sportivi fra i quali anche la categoria dei motociclisti, da me seguita, che attraverso questa pratica può irrobustire il core in modo funzionale e tamponare numerosi fastidi dati dalla guida, nonché migliorare l’ossigenazione e la lucidità mentale

A chi si rivolgono video e articolo

Le seguenti categorie di persone sono quelle che trarranno massimo beneficio dalla conoscenza e dalla pratica di questa postura

  • Atleti e sportivi di qualunque genere e livello
  • Dottori in scienze motorie e istruttori di discipline sportive e corporee
  • fisioterapisti, osteopati e terapisti del movimento e della riabilitazione, medici e sanitari in genere
  • appassionati di allenamento funzionale e non
  • chi soffre di dolori e mal di schiena
  • chi ha problemi di postura
  • lavoratori sedentari o dediti a lavori usuranti e faticosi
  • attori e danzatori
  • persone in età avanzata
  • Chi pratica sport motoristici e motociclismo in qualunque specialità

NB: L’esercizio spiegato è una base per poi affrontare successivi step in ambito di allenamento funzionale. Anche se già fine a se stesso produce risultati eccellenti nel miglioramento della postura, è comunque da considerarsi incompleto se successivamente non si affronteranno gli esercizi successivi che saranno proposti nei prossimi video/articoli

Forza di gravità e sedentarietà

La forza di gravità è essenziale per lo sviluppo del nostro corpo, senza gravità non esisteremmo. Come ad ogni altra forza però, anche ad essa è necessario rispondere con un’adeguata opposizione, provate ad immaginare cosa accadrebbe se all’improvviso la forza di gravità aumentasse, è facile immaginare che verremmo compressi e schiacciati su noi stessi. Questo fenomeno però è già presente per tutti e non avviene a causa dell’aumento della forza di gravità, bensì per una diminuzione della nostra capacità di risposta ad essa.

La risposta che la nostra struttura attua nei confronti della gravità diminuisce con l’avanzare dell’età (e questo è intuitivo) ma anche precocemente con la sedentarietà e l’assenza di movimento ed esercizio nelle misure adeguate. Siamo animali nati per muoverci e faticare, riposare, e poi muoverci e faticare nuovamente, un po’ come fa un cucciolo animale o umano che sia. La realtà però, osservabile da chiunque, è che fin da bambini veniamo messi a sedere, meglio se in maniera educata e composta, e passeremo così, seduti, la stragrande maggioranza della nostra vita. Ci sarà chi poi da adulto svolgerà lavori sedentari che avrà il culo piatto e la schiena a pezzi per questo, e ci sarà chi svolge lavori di fatica che avrà la “schiena a pezzi” perchè alternerà movimenti dannosi e ripetitivi a sedentarietà.

L’essere umano è progettato per muoversi, tenerlo fermo significa danneggiarlo, ammalarlo, romperlo

Compressione e compensazione

Reagire alla forza di gravità non è economico, per questo motivo il corpo, se non ne creiamo l’esigenza attraverso il movimento e l’esercizio, si adatterà e smetterà di farlo (compenserà). I tessuti, le ossa, le articolazioni si adatteranno “cedendo” e conformandosi al fine di svolgere efficacemente ed economicamente il lavoro che imporremo loro, ovvero lo stare a seduti, lo stare fermi o, anche peggio, la ripetitività di movimenti il cui volume li rende usuranti, alternati anche questi alla sedentarietà e allo stare fermi della rimanente parte della giornata. Un corpo abituato a questo sarà efficiente nel farlo (i sedentari infatti non hanno problemi nello stare seduti) ma inizierà a manifestare sintomi nel movimento fino a vere e proprie patologie o traumi.

E allora via! iniziamo a fare sport!

La stragrande maggioranza delle persone comuni (gli sportivi meno, ma hanno altri problemi) ad un certo punto della vita si accorgono di quanto stiano male nel loro corpo e decidono di iniziare a porre rimedio. C’è chi inizia per conto proprio a cimentarsi con lo sport amatoriale, col fitness, con le classiche passeggiate consigliate dai medici, e a quel punto il corpo riprende a modificarsi, è bene direte voi, ma purtroppo ciò che accade è che avendo nel tempo trasformato il proprio corpo in una macchina piena di DISFUNZIONI (alcune delle quali fissate ed irreversibili in chi ha oltrepassato una certa età), tali disfunzioni trasformeranno i nuovi gesti sportivi ed i nuovi esercizi, in esercizi disfunzionali. Per farvi capire: immaginate di avere un’auto incidentata e tutta storta, e immaginate di iniziare a truccarla per utilizzarla per fare delle corse, così com’è, senza prima averla rimessa in dima e riequilibrata. Otterrete una macchina che non solo non potrà sfruttare i cavalli delle modifiche che le avete fatto, ma sarà anche molto pericolosa e si romperà molto facilmente. Accade questo ad un corpo umano che, dopo essere stato sedentario o maltrattato per anni, decenni, viene rimesso in moto senza prima passare per le mani di un buon coach in grado di scegliere e dosare l’allenamento.

La perdita di movimento e le compensazioni

Se vi ingessate un braccio per un mese, tolto il gesso non saprete più muoverlo. Vi occorrerà del tempo per ripristinare le funzioni. Se tenete il gesso per un anno, non ripristinerete  mai le funzioni come le avevate prima. Se il gesso lo portate per due anni, perderete il braccio. Allo stesso modo, se passate decenni nelle stesse posizioni o compiendo sempre e solo gli stessi gesti, il vostro corpo perderà la capacità di compierne altri. Dal momento però che il corpo si adatterà sempre per potervi comunque garantire il movimento, il mantenimento della vita, i gesti che perderà verranno COMPENSATI e sostituiti da altri. E quindi invece di ruotare fletterà, invece di flettere una parte ne estenderà un’altra e così via. prendete un bambino e un cinquantenne, fateli camminare accanto, e vedrete che per spostarsi sulle gambe faranno cose molto differenti. Tutti compensiamo, la postura ideale non esiste, ma c’è un range oltre il quale tutto ciò diventa dannoso e/o patologico.

L’esercizio funzionale ripristina i movimenti ed elimina le compensazioni

Arriviamo al dunque, capiamo adesso cosa significa esercizio funzionale (o allenamento funzionale o functional training). Per FUNZIONALE si deve intendere FUNZIONALE al MOVIMENTO UMANO, ovvero una serie di esercizi volti a migliorare gli schemi motori caratteristici e caratterizzanti il nostro apparato locomotore, ovvero il camminare, il correre ed il lanciare. Sistemando questi gesti e DECOMPENSANDOLI, la nostra postura e la nostra biomeccanica tornano a riequilibrarsi, i dolori spariscono, le prestazioni aumentano, e si hanno, sempre, soltanto effetti positivi.

Da dove inizia l’allenamento funzionale? Dal contrastare attivamente, attraverso l’esercizio del video, le compressioni e le conseguenti compensazioni che nascono sotto la pressione della gravità. Si tratta di ridare tensione verso l’alto ai nostri tessuti, di ridistribuire tono e tensione muscolare, di ridare volume alla respirazione, elasticità e forza al diaframma, connessione fra i vari distretti corporei. Dobbiamo riprogrammare certi patterns al fine di ricreare una struttura ben allineata e connessa, per poi successivamente imparare a mantenere tensegrità e connessione durante esercizi, gesti e movimenti più o meno complessi.

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